Chi intende acquistare la nostra frutta, sarà libero di scegliere i frutti in quel momento disponibili secondo i propri gusti, anche assaggiandoli, quindi raccoglierli direttamente dall'albero, pesare quanto raccolto e pagare il corrispettivo.

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Domande frequenti

• La frutta del Campo dei frutti e’ biologica?

Se ci riferiamo agli obiettivi dell'agricoltura biologica, quali:

  • Produrre alimenti di alta qualità, soprattutto dal punto di vista della sicurezza alimentare e della "qualità chimica";
  • Ridurre l'impatto ambientale dei sistemi agricoli;
  • Costruire un "sistema chiuso" relativamente al riciclo della sostanza organica e dei nutrienti;
  • Valorizzare gli effetti benefici determinati dalla presenza di microrganismi, flora e fauna del suolo, piante ed animali utili, ossia arricchire l'agroecosistema;
possiamo senza alcun dubbio affermare che la nostra frutta è biologica.

• La vostra Azienda è certificata biologica?


Qui ci addentriamo in un terreno minato. Va anzitutto precisato che la certificazione è disciplinata da Regolamenti CEE continuamente aggiornati e modificati, che definiscono norme tecniche di produzione ed indicano cosa è possibile utilizzare o è necessario fare per ottenerla.

Analizzando queste norme, (sottolineando che questo è un nostro personalissimo parere) ci troviamo di fronte a posizioni ideologiche, quali la esclusione a priori dell'impiego di qualsiasi prodotto di sintesi e la contestuale ammissione di prodotti naturali prescindendo dal loro impatto ecologico/ambientale o tossicologico. Senza alcun spirito polemico, ma semplicemente riferendo dati di fatto, consegue da quanto sopra che in agr. biol. è possibile utilizzare come insetticida l'estratto acquoso di Nicotiana tabacum,il cui principio attivo (nicotina) è noto come un potente agente cancerogeno; oppure si consente l'uso delle piretrine estratte da Chrysanthemum sp. o altri insetticidi "naturali" che, non essendo selettivi, colpiscono indistintamente lepidotteri, coleotteri,ditteri, acari sia utili che dannosi, con buona pace del delicatissimo e tanto ricercato equilibrio dell'agroecosistema.

Il nostro metodo produttivo è più conforme all'Agricoltura eco-compatibile, che, come da Reg. CEE 2078/92, include tutti quei sistemi atti a ridurre l'impatto ambientale ottenendo prodotti finali a basso o nullo contenuto in residui.

Ci spieghiamo con un esempio. Contro la più pericolosa malattia fungina delle drupacee, la Monilia, che può distruggere il 100% dei fiori, in agr. biol. è consigliato l'impiego del Polisolfuro di Calcio in pre-fioritura. Questo prodotto però possiede una elevata attività insetticida dovuta alla sua causticità. E' evidente che questo meccanismo di azione è del tipo "chi tocca muore", pertanto ha effetti devastanti sugli insetti utili che svernano allo stadio di adulto, come le coccinelle, gli acari fitoseidi, ecc. In alternativa noi utilizziamo un fungicida altamente efficace, non avente alcun effetto sugli insetti compresi i pronubi e le api, tanto che il suo impiego è consentito anche in fioritura, ma essendo di sintesi non è ammesso in agricoltura biologica. Dopo questo intervento, non effettuiamo più alcun trattamento sui frutti in crescita fino alla raccolta: in annate sfavorevoli perderemo una parte di prodotto, ma la salubrità della parte raccolta è garantita.

Scusandoci per esserci un po' dilungati, pensiamo di avere chiarito il nostro punto di vista che, ripetiamo, è del tutto personale, e le ragioni per cui coerentemente la nostra Azienda non richiede la certificazione.

• Che tipo di trattamenti fate agli alberi da frutto?


Esistono trattamenti antiparassitari ineludibili, come quelli fungicidi contro la bolla del pesco, ticchiolatura ed oidio del melo e del pero, peronospora ed oidio della vite. Contro queste malattie mettiamo anzitutto in atto tutte le azioni agronomiche che irrobustiscono la resistenza naturale delle piante (scarse concimazioni azotate, irrigazioni solo di soccorso, ampie distanze fra le piante e forme di allevamento che agevolano la ventilazione e l'irraggiamento). Come lotta diretta, privilegiamo l'impiego di fungicidi non sistemici, ossia che non penetrano nel sistema circolatorio come i sali di rame e lo zolfo; effettuiamo trattamenti estintivi autunnali dopo la raccolta dei frutti e preventivi all'inizio del risveglio.

La lotta agli insetti nocivi è un punto di forza che particolarmente ci inorgoglisce. Da un lato evitiamo tutte le azioni che possono nuocere agli insetti utili, agevolando la loro proliferazione. Per comprendere l'importanza di questi insetti, basta ricordare che una larva di coccinella arriva a divorare 400 afidi al giorno, ed altrettanto fanno gli antocoridi contro la pestifera psilla del pero. L'azione degli insetti utili viene integrata dalla messa in atto della confusione sessuale nei confronti dei lepidotteri carpofagi (i vermi della frutta) mediante la quale si evita l'accoppiamento degli adulti e quindi la loro diffusione. Ci preme evidenziare che questa tecnica, anche se abbastanza onerosa, consente di evitare un notevole impiego di insetticidi: ad esempio in Alto Adige per controllare la sola carpocapsa del melo si effettuano da 10 a 14 interventi impiegando principi attivi diversi, ognuno dei quali lascia qualche residuo sui frutti, anche se ampiamente sotto i limiti di sicurezza fissati per legge. Seguendo questi criteri, aiutati dalla disponibilità dei nostri clienti ad accettare qualche difetto estetico che possono presentare i frutti, siamo finora riusciti ad eliminare quasi del tutto gli interventi insetticidi.

• Che tipo di trattamenti NON fate agli alberi da frutta?


I nostri metodi colturali escludono una serie di interventi che nell'agricoltura convenzionale sono ormai indispensabili, perché senza di essi non si ottengono le produzioni quali-quantitative che rendono economicamente sostenibile la coltura. Fra questi citiamo ad esempio:
  • Il diradamento chimico dei fiori e dei frutti mediante utilizzo di sostanze ormonali; di conseguenza siamo obbligati ad effettuare il diradamento manuale dei frutti;
  • L'impiego di fitoregolatori o altre tecniche per modificare la taglia o lo sviluppo della chioma;
  • L'impiego di ormoni o altre tecniche come la incisione anulare della corteccia per indurre un artificioso aumento del peso dei frutti a scapito della qualità;
  • Trattamenti cosmetici finalizzati al miglioramento del solo aspetto estetico dei frutti;
  • Trattamenti aventi finalità alleganti (produrre frutti anche in assenza di fecondazione) o anticascola;
  • Trattamenti pre- e post-raccolta per aumentare il periodo di conservazione;
  • Trattamenti che prevengono lo spacco delle ciliegie e di altri frutti soggetti a questa fisiopatia.
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